Blockchain: ecco come sarà utilizzata in banca

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La Blockchain come una valida soluzione per migliorare l’efficienza dei processi e ridurre i costi

La maggior parte delle banche sta cercando soluzioni per migliorare l’efficienza dei processi e ridurre i costi. Una possibile soluzione a questi problemi è la blockchain, che oggi può rispondere a molti bisogni del sistema bancario. Migliorare l’efficiency ratio del resto è una priorità per gli istituti visto che con un livello al 50% un intermediario spende 0,50 euro per generare un euro di ricavi. Se una banca con un miliardo di attivi riducesse del 20% il proprio efficiency ratio, potrebbe ottenere un aumento di circa 14 milioni nei ricavi. La blockchain serve proprio a questo e negli ultimi anni le banche hanno trovato molte applicazioni possibili della nuova tecnologia, come ad esempio Banca Mediolanum che ha affidato alla blockchain di Ethereum la certificazione dell’immodificabilità della dichiarazione non finanziaria (Dnf).

Transazioni interbancarie. Il trasferimento dei fondi tra una banca e l’altra è complicato dalla frammentazione dei processi e presenta costi che potrebbero essere eliminati con un sistema di verifica decentralizzato. In sostanza il libro contabile dove sono registrate tutte le transazioni non sarà più tenuto da una singola banca, o dal sistema bancario nel suo complesso, bensì da ciascuno degli utenti nella propria memoria locale. Uno dei primi test in questa direzione è stato svolto dalla China Construction Bank che ha annunciato un’alleanza specifica con IBM per semplificare le transazioni attraverso la blockchain.

Transazioni internazionali e rimesse. Si tratta ancora di operazioni lente e costose per le banche tradizionali. In media richiedono da 3 a 5 giorni e costi aggiuntivi non indifferenti. I sistemi di pagamenti basati su blockchain presentano invece una commissioni inferiori all’1% e richiedono solo poche ore. Non solo. Il sistema di tracciamento dei fondi permette di prevenire le frodi, garantendo così standard di sicurezza maggiori rispetto a quelli attuali. Santander è stata una delle prime banche europee a ricorrere a questa tecnologia per le operazioni tra Europa e Sud America, i due principali mercati in cui opera il gruppo spagnolo.

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Smart Contract. Si tratta di contratti automatizzati funzionano in maniera simile agli accordi scritti. La differenza risiede nel fatto di essere programmate elettronicamente e basate su registri distribuiti (distributed ledger). Questo permette di attivare automaticamente determinate azioni – come un pagamento – non appena vengono riscontrate le condizioni concordate, senza la necessità di verifiche indipendenti o procedure manuali. In questa direzione si sta muovendo Jp Morgan che ha una piattaforma di smart contract focalizzata sui pagamenti ad alta velocità.

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Satoshi Nakamoto – Inventore della criptovaluta Bitcoin e tra i padri fondatori del concetto di Blockchain

Clearing e Settlement. Oggi i processi in questo ambito sono ancora lenti e costano parecchio alle banche poiché richiedono l’intervento di operatori terzi che facciano da intermediario tra domanda e offerta e che garantiscano l’esito positivo della transazione. Tutto questo necessita di lunghe procedure di registrazione, in quanto vengono eseguite da più parti, e sono poco trasparenti. L’introduzione del blockchain in queste aree ha un impatto notevole poiché permette agli operatori di effettuare pagamenti e trasferimenti di asset in tempo reale e con un significativo risparmio in termini di costi.

Prestiti sindacati. L’apripista in questo ambito è stata la spagnola Bbva che in primavera ha completato l’intero processo di un corporate loan da 75 milioni di euro, dalla negoziazione dei termini alla sottoscrizione, utilizzando un distributed ledger comune. Il vantaggio fondamentale è che il processo accorcia notevolmente i tempi di negoziazione da giorni a ore. Bbva del resto ha salutato l’iniziativa come un significativo passo avanti nello sfruttamento delle tecnologia blockchain, non solo nel banking ma anche nelle attività aziendali.

Sicurezza. Senza alcun dubbio uno dei problemi principali del settore bancario è la crescita di frodi e cyber-attacchi. Tradizionalmente i libri mastro delle banche sono creati all’interno di un database centralizzato. Questo modello è sempre di più suscettibile ad hackers e cyber-attacchi. In contrasto, vista la presenza di un sistema decentralizzato, la tecnologia blockchain è meno incline a questo tipo di frodi. Implementando questo tipo di tecnologia le banche potrebbero quindi ottenere duplici benefici: da un lato accorcerebbero di gran lunga il tempo di esecuzione dei pagamenti, mentre dall’altro gioverebbero alla completa trasparenza del sistema, che abilita l’esecuzione di analisi anti frode in tempo reale.

Rapporto con il cliente. Le attività di KYC (Know-Your-Customers) sono processi che si realizzano attraverso il reperimento di informazioni sulle parti contrattuali coinvolte, per evitare rischi e danni alla propria attività. Questo tipo di verifica può causare ritardi alle transazioni bancarie, in quanto può durare dai 30 ai 50 giorni per essere completata ad un livello soddisfacente. Con la nuova tecnologia, ogni qual volta una banca avrà bisogno di svolgere KYC su un nuovo cliente, essa potrà trasmettere l’intero processo sulla blockchain, in modo tale da poter essere ripreso da altre banche qualora esse ne avessero bisogno – risolvendo quindi le innumerevoli ridondanze del sistema attuale.

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